La parola “multitasking” in origine non descriveva l’essere umano. Descriveva i computer.
Negli anni Sessanta, il termine veniva usato per spiegare come i sistemi operativi potessero eseguire più programmi contemporaneamente. Con il tempo, abbiamo adottato questo linguaggio per noi stessi, come se il nostro cervello funzionasse allo stesso modo.
In realtà, non c’è. Le scienze cognitive hanno dimostrato più volte che l’essere umano non fa davvero multitasking. Passiamo da un'attività all'altra e ogni passaggio comporta un costo, come prestazioni più lente, più errori e affaticamento mentale.
Con l'accelerazione della tecnologia e il moltiplicarsi delle notifiche, è cresciuta anche la nostra convinzione che gestire tutto insieme fosse un punto di forza. Ma un corpus crescente di ricerche e un cambiamento culturale verso una concentrazione intenzionale ci hanno riportato alle basi.
Questa guida spiegherà perché il multitasking fa più male che bene, come stabilire le priorità con chiarezza e come Calendars by Readdle può aiutarti a creare programmi realistici che riducono al minimo le sovrapposizioni e proteggono la tua concentrazione.
Il multitasking è possibile?
La risposta breve: non nel modo in cui pensiamo. Invece di svolgere due attività cognitivamente impegnative contemporaneamente, il cervello passa continuamente dall'una all'altra.
In uno studio dell'Università del Minnesota, The Effect of Regulatory Focus on Attention Residue and Performance, i ricercatori hanno scoperto che anche brevi interruzioni mentali possono lasciare un “residuo” di attenzione, il che significa che una parte della tua concentrazione rimane bloccata sull'attività precedente mentre cerchi di andare avanti.
Esistono eccezioni limitate. Il cervello può gestire un'attività automatica (come camminare) insieme a un'attività cognitiva (come parlare). Ma fatica quando due attività richiedono pensiero attivo, risoluzione di problemi o processi decisionali. È in quel momento che c’è un calo delle prestazioni.
Esempi di multitasking che non funziona all’atto pratico
Ecco alcuni esempi comuni di multitasking che è gravoso per l’attività cerebrale:
- Scrivere email durante le riunioni.
- Rispondere ai messaggi mentre si redigono report.
- Cucinare mentre si scrivono messaggi o si scorrono i social media.
- Guidare mentre si parla al telefono.
- Guardare una serie TV mentre si controllano i messaggi.
- Ascoltare un podcast mentre si legge un libro o un articolo.
- Scrivere una lista della spesa mentre si fanno telefonate.
- Controllare il calendario durante una telefonata.
- Aiutare i bambini con i compiti mentre si svolgono le faccende domestiche.
Esempi di multitasking che funziona
Il multitasking funziona solo quando una delle attività è automatica o utilizza risorse cognitive diverse dall'altra. Se le attività utilizzano sensi o sistemi cerebrali diversi, è meno probabile che interferiscano l’una con l’altra. Ecco alcuni esempi di multitasking che non compromettono l’efficienza produttiva:
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Camminare ascoltando un podcast o un audiolibro.
L’attività fisica come camminare è in gran parte automatica, quindi non entra in competizione con l’area del cervello dedicata all’elaborazione del linguaggio. Puoi assimilare informazioni dal podcast senza ridurre in modo significativo la concentrazione su nessuna delle due attività. -
Piegare il bucato ascoltando musica.
Le attività ripetitive e a bassa attenzione, come piegare i vestiti, possono essere abbinate all'ascolto passivo (musica, notizie o un podcast informale) senza compromettere l'accuratezza o le prestazioni cognitive. -
Guidare su percorsi familiari ascoltando musica o un podcast.
Quando il percorso è ben conosciuto, la navigazione è automatica. Il cervello può elaborare in sicurezza le informazioni verbali di un audiolibro o della musica senza un affaticamento cognitivo significativo.
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Fare stretching leggero mentre si guarda una lezione.
I movimenti fisici coinvolti nello stretching sono in gran parte automatici. I muscoli gestiscono l’attività con uno sforzo cosciente minimo, lasciando il cervello libero di concentrarsi sull’elaborazione del contenuto della lezione.
Come essere produttivi senza multitasking
Se il multitasking affatica il cervello e riduce le prestazioni, come puoi fare di più senza dividere la tua attenzione? Ecco alcune strategie efficaci per strutturare la giornata, le attività e la concentrazione.
1. Produttività consapevole
La produttività consapevole consiste nell’essere pienamente presenti in qualsiasi attività tu stia svolgendo. Significa prestare attenzione a un'attività alla volta, senza distrazioni. Praticare la mindfulness riduce lo stress, migliora la concentrazione e aumenta la soddisfazione per le attività svolte. Piccole tecniche, come fare qualche respiro profondo prima di iniziare un'attività o fare un breve check-in mentale sulle tue priorità, possono aiutarti a rimanere stabile e presente.
Consiglio dell'esperto: Scarica Calendars e partecipa alla Mindful Productivity Masterclass, un programma di 20 lezioni progettato per aiutarti in base al tuo specifico tipo di produttività.
2. Monotasking
Il monotasking è la pratica semplice ma potente di concentrarsi su un'attività dall'inizio alla fine prima di passare alla successiva. La ricerca dimostra che il monotasking migliora l'accuratezza, riduce la fatica mentale e aiuta a conservare le informazioni in modo più efficace. Che si tratti di redigere un report, studiare o completare le faccende domestiche, dedicarsi a un’attività alla volta permette al cervello di lavorare a pieno regime.
3. Metodi di gestione del tempo
Le tecniche di gestione del tempo danno struttura alla tua giornata, aiutandoti a evitare la tentazione del multitasking. Alcuni metodi efficaci includono:
- Time blocking: assegna blocchi di tempo dedicati ad attività specifiche e proteggili dalle interruzioni.
- Tecnica del Pomodoro: lavora in sprint concentrati di 25 minuti con pause di 5 minuti per mantenere energia e attenzione.
- Framework di prioritizzazione: strumenti come la matrice di Eisenhower o le MIT (Most Important Tasks, attività più importanti) ti aiutano a decidere a cosa rivolgere davvero per prima l’attenzione.
4. Digital detox
Notifiche costanti, email e social media sono tra i principali fattori che contribuiscono al multitasking e all'attenzione frammentata. Un digital detox, anche per brevi periodi, permette al cervello di resettarsi e concentrarsi. Questo potrebbe significare silenziare le notifiche, impostare ore “senza telefono” o prendersi pause intenzionali dai social media.
5. Usa il tuo calendario
Il tuo calendario può essere molto più di un semplice elenco di riunioni. È uno strumento per pianificare le attività, evitare sovrapposizioni e proteggere il tempo dedicato all’attività di deep work. Con Calendars by Readdle, puoi:
- Visualizzare la tua giornata per individuare le attività sovrapposte prima che si verifichino.
- Assegnare durate realistiche a ogni attività per evitare di correre e fare multitasking.
- Bloccare periodi dedicati alla concentrazione in cui notifiche e interruzioni sono ridotte al minimo.
- Sequenzia le attività in modo logico, così da non passare inutilmente da un’attività non correlata all’altra.
- Impostare promemoria intelligenti per sollecitare l'azione solo quando necessario.
In definitiva, l’obiettivo della produttività non è fare tutto insieme: è dedicarsi all’attività giusta, al momento giusto, con la massima attenzione. La buona notizia? Con il tempo, puoi diventare un maestro della produttività senza dover fare multitasking.
Il tuo cervello merita una pausa: inizia a sostenerlo scaricando Calendars by Readdle.

The Readdle Team